Comunicazioni


Defunti di Verdello



Si celebra una volta al mese in forma comunitaria.
Prima della celebrazione è necessario incontrare il Parroco, nell’incontro che si tiene ogni prima domenica del mese alle ore 15.00 presso “la Casa Brolis”.
Il gruppo “Primi passi”, formato da alcuni laici, incontrerà presso le case dai battezzandi le famiglie per la consegna della prima scheda e per la preparazione immediata al Battesimo.
Le date dei battesimi sono indicate sul calendario parrocchiale e qui sotto. Per i ragazzi non ancora battezzati si prevede un cammino di formazione all’interno del gruppo di catechesi.
Per gli adulti è previsto un cammino di iniziazione cristiana alla fede e alla vita cristiana che culmina con la celebrazione del Battesimo, Cresima e Eucaristia nella notte di Pasqua.

Date dei prossimi Battesimi


La comunità offre la possibilità di partecipare a un percorso di preparazione in gruppo, che inizia intorno alla seconda settimana di Gennaio e che viene formulato congiuntamente alle Parrocchie di Verdellino e Zingonia.
In Novembre e dicembre si raccolgono le iscrizioni. Agli incontri è bene partecipare per tempo.
Con le singole coppie si prepara la liturgia del matrimonio e si svolge la pratica documentaria.

I CORSI DEI FIDANZATI NELLA CET (Comunità Ecclesiale Territoriale)

Fare riferimento al proprio parroco.

INDICAZIONI PER LA CELEBRAZIONE DEL MATRIMONIO

COME E CHE COSA PREPARARE

Carissimi,

il tempo che avete vissuto insieme, e che vi ha permesso di maturare la decisione di voler vivere insieme da “Sposati nel Signore”, è già la forma di preparazione al Matrimonio più alta e più bella. Per prendere consapevolezza maggiore che il matrimonio da voi chiesto è una tappa del vostro cammino di fede, vi ricordo che è obbligatorio il “PerCorso” dei Fidanzati, che potrete vivere dove vorrete.

Produrrete poi la certificazione, che vi verrà rilasciata al termine del corso, e la porterete al Parroco che istituirà la pratica matrimoniale. Il parroco che potrà seguire la pratica matrimoniale è il parroco dove siete residenti. Può essere sia il parroco della sposa che dello sposo. Se il vostro matrimonio sarà concordatario, ossia con valore civile e religioso, rivolgetevi prima al Parroco e poi al comune. Il parroco vi consegnerà il documento che vi serve per chiedere la debita autorizzazione al Comune. Dal parroco, al termine del corso, e circa tre mesi prima della data fissata per le nozze, porterete i seguenti documenti:

  • Certificato di Battesimo e di Cresima (rilasciato dalla parrocchia dove è avvenuto il Vostro Battesimo)
  • Certificato Contestuale o Comulativo (rilasciato dal Vostro Comune di residenza, su marca da bollo)
  • Domanda di matrimonio (scritta) Il parroco vi consegnerà un modulo prestampato che vi servirà da guida per la domanda.
  • Certificato di frequenza del corso dei fidanzati.

Consegnati questi documenti, fisserete con il parroco la data per l’ISTRUTTORIA MATRIMONIALE che darà via all’iter delle pubblicazioni religiose e civili.

Per coloro che risiedono all’estero o per le situazioni che avvertite essere complesse (esempio: disparità di culto, appartenenza a religiosi diverse o altro) contattate prima il vostro parroco che vi guiderà nel discernimento della vostra scelta e vi segnalerà se e come fare la domanda di autorizzazione al Vescovo.

Strutturata la procedura, si tratta ora di pensare alla celebrazione del…

RITO DEL MATRIMONIO.

È sempre bello cogliere che ci sono molte aspettativa sul Rito che sancirà il vostro amore e lo strutturerà nella forma dell’esperienza di Famiglia. Purtroppo, a volte, capita che la forma che si vuol dare al Rito, ricalca più che i significati profondi, le mode e le pubblicità del tempo. Non pochi pensano alla celebrazione suggestionati da tanto immaginario, con il rischio poi di vedere completamente frustrata l’aspettativa (soprattutto quando le aspettative non includono la vera presenza che si celebra: quella del Signore davanti al quale e nel quale ci si sposa).

Iniziate, guidati dal Parroco, a pensare al libretto del vostro matrimonio. Ciò vi permetterà di entrare nella dinamica celebrativa. Facendovi aiutare dai siti delle Diocesi, potrete trovare il rituale del Matrimonio e cogliere le varie possibilità che il rito vi offre; per dire con le parole e i gesti ciò che si realizza nel Sacramento. Non limitatevi ai motori di ricerca che vi danno già libretti preconfezionati, preparati da altri. Scegliete con cura, tra il ricchissimo Lezionario le letture che più dipingono la vostra storia e possono illuminare di significato il vostro matrimonio. Preparata la bozza del libretto, fatevi aiutare dal parroco o, eventualmente, dal sacerdote che celebrerà le vostre nozze, per la correzione.

CANTI E MUSICHE

Uno spazio significativo del Rito del matrimonio è dato anche dall’accompagnamento di canti o musiche adatte. Quello che a volte, purtroppo e a malincuore, si è registrato è che le scelte dei canti in certi matrimoni non sono capaci di esprimere il bello della liturgia. Certi canti non sanno dire ciò che si compie. Certo un’Ave Maria di Schubert può sollecitare la lacrimuccia della nonna o evocare una pubblicità da favola “e vissero tutti felici e contenti”, ma è lontano mille miglia dal creare stimoli alla preghiera in un giorno così significativo per voi.

Di seguito riporto alcune norme che il Direttorio Liturgico della nostra Diocesi (strumento normativo e vincolante) ha offerto per preparare una celebrazione degna, corredata da gusto e passione per aiutare a vivere nella festa il Matrimonio.

Sia assicurata l’esecuzione di canti in armonia con il tempo liturgico, il mistero celebrato e i vari momenti della celebrazione.

Si pensi a poter lasciare cantare all’assemblea i canti delle parti fisse della Messa: l’Alleluia, il Santo ecc.

Il direttorio dispone che “canto e musica … siano inseriti al momento opportuno e con testi adeguati. I canti siano di solido contenuto teologico e pertinenti al momento rituale”.

Quanto ai brani strumentali, occorre scegliere un repertorio consono alla liturgia. Il direttorio è chiaro nell’escludere musiche e canti che non abbiano carattere liturgico: non sono ammessi canti o musiche di origine operistica, concertistica e cinematografica … ne musiche di sottofondo mentre si pronunciano parole che devono essere udite da tutti.

Molti gruppi o cantanti si offrono per l’animazione liturgica dei matrimoni (anche con significative ricompense economiche che sarebbero giustificate se non invadessero poi la liturgia con la loro presenza che a volte offusca anche quella degli sposi, per non parlare del Signore che sparisce completamente dall’orizzonte celebrativo)

Si privilegino i gruppi parrocchiali e gli organisti delle parrocchie. Questi non vengono con impianti di concerti da stadio o filarmoniche, ma sanno come aiutare una celebrazione a prendere corpo e divenire intrisa di festa e di gioia. Se c’è una cosa che il canto vuol fare è creare emozione e gioia. La musica è il linguaggio degli angeli e deve essere curata. Se la si interpreta male o se la si colloca fuori posto, non aiuta e forse … renderebbe preferibile il silenzio!

Per ultimo: può essere che una coppia sia particolarmente legata ad un canto che magari è stato capace di cogliere un momento particolare della vita. Vi chiediamo di farlo suonare a qualcuno durante il pranzo e la festa e di non collocarlo nel contesto celebrativo, sempre che il brano non sia liturgico.

Per evitare al sacerdote celebrante di doversi preparare alla celebrazione con un litigio con i vari cori, chiediamo formalmente che la lista dei canti sia valutata previamente dal parroco. Potrebbe essere utile anche l’eventuale inserimento nel libretto delle vostre nozze.

CHIESA DELLA CELEBRAZIONE DEL MATRIMONIO E ADDOBBI FLOREALI

L’esperienza di Chiesa che come cristiani possiamo fare si radica nella concretezza della nostra parrocchia. È lì che abbiamo fatto la nostra esperienza dell’incontro con il Signore. A tutti la propria chiesa parrocchiale sa evocare i ricordi più intensi e belli. Della nostra chiesa riconosciamo l’odore di casa e i suoi profumi.

Nell’impossibilità di celebrare il matrimonio nella propria chiesa parrocchiale, altre chiese, previo nulla osta del Parroco di residenza, si aprono all’accoglienza dei giovani sposi; fermo restando che ogni chiesa vuol offrirsi come luogo di comunità e non come “ambientino privato”. Evitiamo di considerare lo spazio celebrativo come il luogo di particolare intimità; svuoteremmo di significato il rito delle nozze; che per sua natura vuole rendere pubblico l’amore promesso degli sposi … in una comunità, nella società, di fronte al mondo!!!

Accolti in altra chiesa, si rispettino i modi celebrativi, gli usi e i costumi della parrocchia ospitante.

Ci si accordi con il Parroco, prima di contattare fioristi che, con intuizioni alla moda rendano pacchiana la chiesa. Si eviti di trasformare la Chiesa in una boscaglia o in una giungla con relativi ostacoli alla celebrazione.

I fiori devono ornare con gusto, ma non nascondere l’altare rivolto verso il popolo dove si celebra l’Eucaristia o gli altri segni presenti che chiedono sempre alla nostra visione di essere letti e capiti. Si evitino le aggiunte di altri ceri per non creare luoghi di luce diversi dall’altare, dove devono ardere in memoria del sacrificio della Croce.

L’altare di fondo, dove è conservata l’Eucaristia, sia ornato come di consueto. Si evidenzi con la presenza di fiori anche il luogo dove siedono gli sposi, chiamati essi stessi ad essere Sacramento, segno della presenza di Dio.

Un elemento architettonico è il portale della Chiesa: questo potrebbe essere ornato con fiori e fronde come nell’antica tradizione della Chiesa: è il luogo dell’accoglienza.

Sono confermate le limitazioni previste nel tempo d’Avvento e di Quaresima, quando “è proibito ornare l’altare con fiori” (OGMR 305)

I fiori non devono essere asportati dalla Chiesa, perché sono simbolo dell’offerta della vita al Signore: quello che si offre in Chiesa non si porta a casa. Si suggerisce agli sposi qualche altra forma se vogliono regalare ai parenti un fiore da portare al ristorante. Magari una ciotola apposita in fondo alla Chiesa con un incaricato che li distribuisca al termine della celebrazione.

L’ABITO DELLA SPOSA

Anche l’abito bianco vuol essere segno di realtà profonde. L’abito bianco rimanda alla veste candida ricevuta nel battesimo che ci ha rivestito di Cristo e ci identifica in lui. L’abbiamo indossato nel giorno della prima comunione. È la veste di preghiera che ogni sacerdote indossa. La foggia dell’abito evidenzi e dia risalto alla bellezza; mai lontana dal pudore che la conserva. Se l’abito deve vestire, non serve per mettere in mostra! Si conservi il gusto, l’eleganza e soprattutto il decoro. In chiesa abbiamo appreso la sacralità del nostro corpo, luogo dove abita la bellezza che è Dio; celebrando il matrimonio in Chiesa si eviti di avere scollature che oltre a non essere confacenti con lo spazio celebrativo, hanno di che dire sul nostro gusto personale!!!

FOTOGRAFI E CINEOPERATORI

Mi permetto di ricordare alcune disposizioni relative alle riprese fotografiche durante la celebrazione del Matrimonio. Sono indicazioni di per sé ovvie. Chi opera con professionalità sa come si svolge il rito del Matrimonio e sa che la Chiesa è il luogo dove la partecipazione festosa e devota dei fedeli richiede un’attenzione particolare. Ogni professionalità ha le sue leggi, ma anche la liturgia ha le sue leggi e nel Sacramento del Matrimonio, la professionalità dei fotografi è a servizio della liturgia e non viceversa.

I MINISTRI DEL MATRIMONIO, IL CELEBRANTE E I TESTIMONI

Ogni Sacramento come segno della presenza del Signore vuole ed esige che ci siano ministri atti a dire questa presenza. Nel Sacramento del Matrimonio i ministri sono gli sposi stessi che, in virtù del loro Battesimo sono resi atti a celebrare, nella comunità, il loro Matrimonio. Il Battesimo infatti li ha resi uno con Cristo e capaci di dire e compiere i suoi stessi atti. Un atto d’amore come quello del Matrimonio, vede un uomo e una donna pronunciare parole d’impegno che hanno la stessa portata di quelle dette da Gesù. Se in forza del Battesimo viene data facoltà così alta da poter agire come Cristo e rendere la propria scelta d’amore intrisa del respiro stesso di Dio, la liturgia ha ritenuto opportuno introdurre il rito del Matrimonio con la memoria del Battesimo stesso. È bene che gli sposi si accorgano del dono ricevuto nel Battesimo. Facciano precedere al Matrimonio, il sacramento della Confessione, per recuperare la freschezza di quel giorno e rinnovare gli impegni assunti.

Assiste alla vostra celebrazione un sacerdote che per voi e con voi celebra anche il sacramento dell’Eucaristia. Il Corpo e il Sangue di Gesù, tutto di Lui in quel pane è dato a voi come suggello del vostro amore. Fare la comunione è dire la volontà di amarsi con il suo stile, di immergersi nell’amore che Dio manifesta nel suo mistero trinitario. Così come Dio è l’Uno che si manifesta nel Padre, nel Figlio e nello Spirito, anche gli sposi chiamati a fare “di due una carne sola”, imparano che l’amore è l’arte di Dio infusa anche in noi.

Accanto agli sposi assistono al rito, per rendere testimonianza di ciò che accade e si compie, anche i testimoni (uno o due per ciascuno degli sposi). A loro il compito di testimoniare ciò che hanno visto e sentito, sancendo così che l’amore promesso sia vero e valido per l’intera comunità.

L’OFFERTA ALLA CHIESA

Non pochi chiedono quanto devono “pagare” la celebrazione del Matrimonio. Non c’è tariffario o indicazioni di prezzo, perché viene lasciato alla generosità degli sposi il valutare quanto possono o vogliono dare alla comunità che vive della generosità di tutti. In occasioni delle celebrazioni dei sacramenti sempre i fedeli hanno avvertito l’esigenza di essere presenti anche con un’offerta alla Chiesa. Purtroppo si registra che questa sensibilità ora si sta un po’ affievolendo e, a volte, non riconosce nemmeno quanto comprensibilmente dovrebbe essere valutato. Oltre al sacerdote, vengono coinvolte persone laiche che, in forma volontaria, proprio per essere d’aiuto alla comunità, aprono e preparano la chiesa, rendendosi disponibili ai tempi dei fioristi (I fioristi sì, sono pagati!). Quasi sempre l’impegno di questi volontari li occupa, tra il preparare tutto o lo smontare, più di mezza giornata. Se calcoliamo i tempi dei volontari e del sacerdote, credo sia buona cosa che l’offerta non si riduca all’elemosina raccolta. Fa male vedere che per il soprano che canta, o l’orchestrina che suona si riconosce un lauto compenso e poi alla chiesa rimane come offerta l’elemosina. Se uno non può fare nessuna offerta è, e sarà accolto come tutti, ma si evitino almeno di indirizzare soldi solo per lo sfoggio e l’apparenza, senza attenzione alla comunità che tra le sue prime occupazioni ha il sostegno di chi fatica a vivere.


Ricominciamo insieme


DISPOSIZIONI PER I FUNERALI dal 4 maggio 2020


Decreto riapertura diocesi 13-05-2020


Decreto riapertura Celebrazioni 18-05-2020